Campi di applicazione
Campi di applicazione
Terreni che possono essere consolidati
Principali meccanismi d’azione
Condizioni medie di applicabilità
Terreni che possono essere consolidati
Principali meccanismi d’azione
Condizioni medie di applicabilità
Le cause più comuni di problematiche del nodo terreno-fondazione possono essere affrontate con il Sistema MULTIRESINE®:
- variazioni del volume del terreno in seguito a variazioni del tenore igrometrico, con perdita da parte della fondazione della propria funzione attiva per effetto di un non corretto contatto con il terreno;
- perdita delle caratteristiche meccaniche del terreno necessarie per la stabilità, a causa dell’azione dell’acqua che può determinare una notevole diminuzione delle proprietà meccaniche dei terreni di fondazione;
- insufficiente prestazione del terreno di fondazione in relazione a sopraelevazione, variazione degli assetti di distribuzione delle sollecitazioni o altro.
Il Dm 14 gennaio 2008 “Norme tecniche delle costruzioni “ cap 6.10 + circolare 2 febbraio 2009 n° 617 C.S.LL.PP. “istruzioni per l’applicazione delle ‘nuove norme tecniche per le costruzioni’" di cui al DM 14 gennaio 2008” cap: C8A.5.11 – riconosce l’uso di resine espandenti per il consolidamento dei terreni di fondazione come metodo per l’esecuzione di interventi di adeguamento sismico su edifici in muratura.
Il Sistema MULTIRESINE® può essere applicato anche nel consolidamento e nel recupero dei cedimenti di pavimentazioni industriali e stradali.
Le resine che utilizziamo producono i risultati migliori nei terreni a bassa permeabilità, quindi tutte le litologie di tipo coesivo o semi coesivo:
- argille organiche ed inorganiche;
- argille limose;
- torbe;
- limi e tutte le litologie intermedie.
Inoltre è possibile intervenire anche in sabbie e in terreni con granulometrie più grossolane, purché non si superino determinati valori di resistenza (Resistenza a compressione semplice Qu <1MN/m2).
Si possono ottenere ottimi risultati anche in terreni di riporto, che presentano generalmente caratteristiche di plasticità e minore resistenza alla compressione. Questi terreni permettono alle resine iniettate una maggiore facilità d’ingresso ed il raggiungimento della massima espansività, fino all’ottenimento dello stato limite di compattazione per tutti gli strati di terreno interessati dalla fondazione.
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PRINCIPALI MECCANISMI D’AZIONE
Si possono ottenere ottimi risultati anche in terreni di riporto, che presentano generalmente caratteristiche di plasticità e minore resistenza alla compressione. Questi terreni permettono alle resine iniettate una maggiore facilità d’ingresso ed il raggiungimento della massima espansività, fino all’ottenimento dello stato limite di compattazione per tutti gli strati di terreno interessati dalla fondazione.
- il rigonfiamento delle resine genera una sovrapressione che comporta un incremento delle pressioni orizzontali e verticali in regime non lineare elasto-plastico al di sotto dell’impronta di carico consolidata;
- l’elevato valore incrementale di pressione comporta la rottura del materiale di fondazione, con la generazione di un reticolo di superfici di taglio lungo le quali avviene, almeno parzialmente, dissipazione delle pressioni neutre, permettendo così un consolidamento efficace anche su terreni a bassa permeabilità come le argille.
Per un risultato duraturo, l’azione delle resine espandenti deve svilupparsi con continuità al di sotto di tutta la fondazione interessata dal dissesto. Ecco perché definiamo per ogni caso un interasse d’iniezione ottimale, avvalendoci di precisi modelli basati sulla litologia del terreno e sulla geometria della fondazione.
In funzione delle caratteristiche della struttura e del substrato fondale.
- Profondità d’imposta D < 6 m
- Larghezza B < 2,5 m
TERRENO D’APPOGGIO
- Granulometria % ghiaia < 30%
- Permeabilità K < 1 E-2 m/s
- Resistenza Compressione semplice
- Qu < 1 MN/m2
- Resistenza alla punta CPT Rp < 60 kg/cm2
Vedi anche:


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